Un lavoretto facile.
Una pessima idea.
Un altro cazzo di problema.
Sa riconoscere l'odore dei soldi. Quello dei guai, di solito, lo sente troppo tardi. Il protagonista di SKID ROW si arrangia fra traslochi, piccoli traffici, soci poco raccomandabili e occasioni che sarebbe meglio lasciar perdere. Ha la faccia giusta per farsi aprire una porta e una lingua capace di mandare tutto a puttane prima ancora di entrare.
Una macelleria nasconde più di quello che espone. Un trasloco porta a casa di Claire, praticante avvocata, e mette il desiderio sulla strada degli affari immobiliari. Da uno stereo arriva una canzone soul mentre qualcuno riscuote un debito. Altrove, i fratelli Jackson attraversano un mondo di poliziotti compromessi, identità consumate e conti che nessuno ha davvero chiuso.
SKID ROW raccoglie racconti, mini storie ed episodi collegati intorno allo stesso protagonista, lasciando spazio alle voci di chi incrocia la sua strada. Un lavoro preso al volo, una confidenza al pub, un favore fra soci: basta poco perché una vicenda cambi direzione e si infili nella successiva. Le conseguenze restano, anche quando chi le ha provocate è già occupato a cercare un'altra occasione.
Fra racconto e fumetto, la serie conserva il piacere di una voce che parla troppo: pensieri scomodi, dialoghi sboccati, dettagli quotidiani e risate che si interrompono nel momento sbagliato. Il soul scalda le stanze, il rock e il metal alzano la pressione. Sullo sfondo, cucine, uffici, porti e appartamenti raccontano quanto poco basti per passare dal tirare avanti al fare una stronzata irreparabile.
Benvenuti a SKID ROW.
Il prossimo lavoretto sembra sempre quello buono.
